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La musica, elemento e fonte pedagogica di primaria importanza, agisce sul bambino nei suoi due ruoli fondamentali di formazione – sviluppo e controllo – incremento delle abilità motorie, mentali, emotive e creative.

La richiesta di una risposta motoria ad uno stimolo musicale (sia questo vocale o strumentale) è al centro del Metodo Dalcroze che si articola in tre aree fondamentali di studio:

1 – La Ritmica Dalcroze (fascia d’età dai 3 anni in avanti), che porta il bambino a sperimentare e vivere la musica attraverso il movimento: ritmi e altezze, frasi e forme vengono realizzati dal corpo in un dialogo costante tra l’energia, lo spazio e il tempo; tutte le attività centrate sulla Ritmica costituiscono il punto di partenza per l’acquisizione dei parametri musicali di base e sono pertanto indicate soprattutto nella fase iniziale dell’approccio al fare musica.
La Ritmica, per eccellenza secondo i principi del metodo Jaques-Dalcroze, è il terreno sul quale il bambino viene educato ‘alla’ musica e ‘mediante’ la musica.

2 - Il Solfeggio Dalcroze (fascia d’età dai 6 anni in avanti), che con l’educazione ritmica, melodica e armonica dell’orecchio e la centralità dell’espressione vocale e del canto, fornisce al bambino gli strumenti per il riconoscimento, l’analisi, la riproduzione e la creazione della materia musicale in tutti i suoi aspetti. È l’ascolto, insieme all’interiorizzazione e audizione interiore, il fulcro dal quale parte il coinvolgimento di facoltà quali l’attenzione, la concentrazione e la memoria.

3 – L’Improvvisazione (proposta inizialmente sotto forma di gioco e coltivata in seguito in forme strutturate per i livelli successivi), che lascia emergere e crescere le capacità di invenzione spontanea e di espressione personale ritenute già presenti nell’allievo.

Tali attività, proposte in una sorta di “concertazione continua”, realizzano in modo dinamico e multiforme l’incontro del bambino con l’attività musicale.

L’esercizio del ‘follow’ (seguire in movimento la musica realizzata durante la lezione), insieme con la pratica costante degli esercizi di ‘quick response’ e ‘pitch’ (pronta reazione e adattamento-individuazione), sono utilizzati nel metodo Dalcroze per stimolare l’allievo ad orientare la sua attenzione verso i parametri musicali di base: pulsazione, ritmo, metro, accenti, dinamiche, altezze, fraseggio, articolazione, forme musicali.

Giocare con diversi patterns ritmici, creare poliritmi e ostinati melodici, dare vita al tessuto dell’improvvisazione; lavorare sui dettati ritmici e melodici, stimolando l’inventiva degli allievi verso piccole forme di composizione; giocare con la dissociazione, per migliorare la risposta delle diverse parti del corpo, tutte in seguito coinvolte nell’affrontare lo studio dello strumento prescelto, costituiscono i diversi momenti di una lezione.

La globalità del metodo, lo sviluppo armonioso e naturale del rapporto con la musica accrescono in maniera graduale le potenzialità dell’allievo, interessando tutte le sfere della personalità, tenendo conto della ricchezza apportata dal singolo e di quella creata nel lavoro di gruppo.